La mente come riflesso della natura: cosa accade quando cambiamo ambiente
La mente come riflesso della natura: cosa accade quando cambiamo ambiente
Siamo abituati a pensare alla mente come qualcosa che appartiene soltanto a noi.
Pensieri, emozioni, attenzione, memoria sembrano accadere dentro la nostra testa.
Eppure nessun essere umano vive separato dall’ambiente.
Luce, rumori, temperatura, paesaggio, movimento, relazioni, ritmi della giornata e quantità di stimoli partecipano continuamente alla nostra esperienza.
La mente non incontra semplicemente l’ambiente: si sviluppa e funziona dentro una relazione costante con esso.
È da questa idea che nasce una parte importante dell’esperienza di Cà d’Pignat.
Non osserviamo la natura dall’esterno
Quando diciamo “andare nella natura”, utilizziamo un’espressione curiosa.
Come se esistessero da una parte l’essere umano e dall’altra la natura.
Ma noi siamo organismi biologici.
Abbiamo ritmi circadiani, bisogno di alternare attività e riposo, capacità di adattamento, necessità di movimento, relazioni e tempi di recupero.
Anche il nostro sistema nervoso risponde continuamente a ciò che accade intorno a noi.
Per questo l’ambiente non è semplicemente lo sfondo delle nostre giornate.
L’ambiente partecipa al modo in cui viviamo.
Ogni ambiente ci sollecita in modo diverso
Pensiamo a una giornata ordinaria.
Notifiche.
Traffico.
Schermi.
Conversazioni.
Decisioni.
Scadenze.
Informazioni.
Rumori.
Passaggi continui da un’attività all’altra.
Non c’è necessariamente qualcosa di sbagliato in tutto questo. È parte della vita contemporanea.
Ma ogni stimolo richiede qualcosa al nostro organismo.
Cambiare temporaneamente ambiente significa quindi anche modificare la quantità e la qualità delle sollecitazioni alle quali siamo esposti.
Un sentiero nel bosco richiede un tipo di attenzione diverso da quello necessario per rispondere a dieci messaggi.
Guardare un paesaggio è diverso dal guardare uno schermo.
Ascoltare il vento tra gli alberi è diverso dall’ascoltare il traffico.
Camminare senza una destinazione urgente è diverso dal correre da un appuntamento all’altro.
Sono esperienze semplici.
Proprio per questo possono diventare interessanti.
La natura non “guarisce”: crea condizioni
È importante non trasformare la natura in una medicina miracolosa.
Un bosco non risolve automaticamente i nostri problemi.
Una notte di silenzio non cancella lo stress.
Una passeggiata non modifica da sola le condizioni della nostra vita.
La ricerca scientifica mostra però associazioni interessanti tra esposizione agli ambienti naturali, riduzione dello stress, benessere psicologico e recupero dell’attenzione.
Possiamo allora utilizzare una parola più prudente e, forse, più interessante:
condizioni.
La natura può offrire condizioni differenti da quelle nelle quali trascorriamo normalmente le nostre giornate.
Meno stimoli artificiali.
Altri suoni.
Altri ritmi.
Movimento.
Luce naturale.
Spazi nei quali lo sguardo può andare lontano.
Momenti nei quali non è necessario produrre qualcosa.
L’attenzione cambia quando cambia ciò che ci circonda
La nostra attenzione non è inesauribile.
Durante la giornata la utilizziamo continuamente per scegliere, filtrare informazioni, risolvere problemi e controllare ciò che accade.
Gli ambienti naturali possono sollecitare una forma differente di attenzione.
Una foglia che si muove.
Il disegno delle nuvole.
Un insetto.
La luce che cambia.
Il rumore dell’acqua.
Non dobbiamo necessariamente concentrarci su questi elementi.
Semplicemente li incontriamo.
Ed è forse una delle esperienze diventate più rare: prestare attenzione senza avere necessariamente uno scopo.
Osservare la natura significa anche incontrare il cambiamento
In natura quasi nulla rimane identico.
Una stagione termina.
Una pianta germoglia.
Un frutto matura.
Una foglia cade.
Un terreno riposa.
Qualcosa nasce mentre qualcos’altro si trasforma.
Osservare questi processi può ricordarci qualcosa che nella vita quotidiana tendiamo a dimenticare:
il cambiamento non è un’eccezione. È una condizione della vita.
La natura non offre necessariamente risposte alle nostre domande.
Può però offrirci un contesto diverso nel quale formularle.
Da qui nasce l’idea di riGenerAzione Umana
A Cà d’Pignat utilizziamo l’espressione Luogo di riGenerAzione Umana.
Non significa promettere trasformazioni.
E nemmeno proporre una fuga dalla vita quotidiana.
Significa provare a creare un ambiente nel quale alcune condizioni siano intenzionalmente differenti.
Dormire nel silenzio.
Camminare.
Mangiare cibi semplici.
Osservare.
Coltivare.
Stare all’aperto.
Incontrare altre persone.
Oppure stare da soli.
Avere qualche spazio vuoto nella giornata.
Perché ogni ambiente educa il nostro organismo.
E qualche volta cambiare temporaneamente ambiente permette anche di osservare diversamente ciò che accade dentro di noi.
Forse la domanda non è “cosa può fare la natura per me?”
Potremmo provare a capovolgerla.
Quanto spazio concedo normalmente al silenzio?
Quando è stata l’ultima volta che ho camminato senza dover arrivare velocemente da qualche parte?
Quanto della mia attenzione viene continuamente occupato da stimoli che non ho scelto?
Riesco ancora a stare qualche minuto senza fare nulla?
Quali ambienti mi fanno sentire più presente?
E soprattutto:
che cosa accade al mio modo di pensare quando cambia l’ambiente nel quale penso?
Non è necessario avere immediatamente una risposta.
A volte può essere sufficiente creare le condizioni per ascoltarla.
Domande frequenti
Perché stare nella natura può aiutare a ridurre lo stress?
Gli ambienti naturali possono offrire una combinazione di condizioni favorevoli: minore esposizione ad alcuni stimoli urbani, possibilità di movimento, luce naturale, esperienze sensoriali differenti e occasioni di recupero dell’attenzione. La ricerca associa frequentemente l’esposizione agli spazi verdi a migliori indicatori di benessere e a una riduzione dello stress. Gli effetti, tuttavia, non sono identici per tutte le persone e in tutti i contesti.
Bastano poche ore nella natura per sentirne gli effetti?
Non esiste una durata valida per tutti. Anche esperienze relativamente brevi possono essere percepite come piacevoli o rigeneranti, ma contano il contesto, la qualità dell’esperienza, le condizioni personali e ciò che facciamo durante quel tempo. L’obiettivo non dovrebbe essere raggiungere una quantità “perfetta” di natura, ma recuperare una relazione più consapevole con l’ambiente.
Perché il silenzio è importante a Cà d’Pignat?
Il silenzio non viene inteso come assenza assoluta di suoni. In campagna esistono vento, animali, pioggia, persone e attività agricole. Cerchiamo piuttosto di limitare il rumore non necessario e di lasciare spazio ai suoni dell’ambiente. È parte dell’esperienza di rallentamento che proponiamo.
Cosa significa “Luogo di riGenerAzione Umana”?
È il modo con cui definiamo Cà d’Pignat. Non indica una terapia né promette risultati specifici. Descrive la nostra intenzione di creare un ambiente nel quale natura, silenzio, movimento, alimentazione semplice, relazioni e tempo possano favorire ascolto, consapevolezza e una diversa qualità dell’esperienza quotidiana.
È necessario partecipare a corsi o attività?
No. La riGenerAzione può passare anche attraverso cose molto semplici: dormire, camminare, osservare il paesaggio, leggere, fare colazione senza fretta o trascorrere del tempo all’aperto. Quando sono presenti incontri ed esperienze organizzate, ciascuno può scegliere quelle più vicine ai propri interessi.
Cà d’Pignat è un centro benessere?
No. Cà d’Pignat è una biofattoria nell’Appennino modenese e un Luogo di riGenerAzione Umana. Non proponiamo il benessere come prodotto da acquistare, ma cerchiamo di prenderci cura delle condizioni nelle quali le persone vengono accolte: natura, semplicità, silenzio, tempo, relazioni e possibilità di rallentare.
Dove si trova Cà d’Pignat?
Cà d’Pignat si trova a Mocogno di Lama Mocogno, nell’Appennino modenese. È un luogo dal quale partire per camminare, conoscere il territorio e trascorrere qualche giorno immersi nella natura.
Si può soggiornare a Cà d’Pignat?
Sì. È possibile soggiornare in fattoria e utilizzare il tempo secondo il proprio ritmo: riposare, camminare, esplorare il territorio oppure partecipare alle esperienze proposte durante l’anno.
Per approfondire
World Health Organization – Green and blue spaces and mental health: new evidence and perspectives for action.
World Health Organization – Urban green spaces and health.
Damasio, A. – Il sé viene alla mente. La costruzione del cervello cosciente, Adelphi.
Hartig, T. et al. – Nature and Health, Annual Review of Public Health.
Kaplan, R. & Kaplan, S. – studi sulla relazione tra ambienti naturali, attenzione e restorative environments.
