Hai mai pensato di morire dal ridere? Questa volta puoi provarci. Metaforicamente, s'intende!
Tre giorni sulle montagne del Frignano, dove Halloween incontra antichi immaginari rituali, le paure diventano materia creativa e la risata si prende la libertà di essere irriverente, contagiosa, persino un po' stregata.
Ci travestiremo, cammineremo nella natura, inventeremo piccoli atti psicomagici, condivideremo cibo e storie, daremo forma alle nostre paure per poi affidarle simbolicamente al fuoco.
Non sarà una festa di Halloween come le altre. E nemmeno un classico ritiro di meditazione.
Sarà un'esperienza collettiva, un po' folle e un po' poetica, nella quale giocare con ciò che solitamente prendiamo troppo sul serio.
Perché, qualche volta, il modo migliore per guardare in faccia una paura è farle una bella risata!
Tutti abbiamo qualche paura nel cassetto.
Quelle grandi, che ci accompagnano da tempo. Quelle piccole, che si infilano nelle nostre giornate. Quelle assurde, che sappiamo essere improbabili ma che continuano a farci compagnia.
E poi ci sono le paure che non confessiamo nemmeno a noi stessi.
Ma che cosa succederebbe se, per una volta, smettessimo di combatterle e provassimo a trasformarle in personaggi, maschere, gesti, storie?
Morire dal ridere! nasce da questa provocazione.
Utilizzeremo il gioco, il movimento, la risata, il travestimento e alcuni rituali simbolici per sperimentare modi diversi di incontrare ciò che ci intimorisce.
Non per negare le paure, né per promettere di eliminarle. Piuttosto, per cambiare temporaneamente prospettiva, alleggerire il giudizio e scoprire che possiamo anche giocare con le nostre rappresentazioni.
L'autunno, con le sue ombre, i suoi colori e le sue trasformazioni, sarà il nostro complice.
Nella notte tra ottobre e novembre, molte tradizioni hanno collocato momenti di passaggio, memoria e trasformazione.
Ci ispireremo liberamente a questi immaginari, intrecciando suggestioni di Halloween, ritualità legate ai cicli della natura e pratiche creative contemporanee.
Gli atti psicomagici che proporremo saranno gesti simbolici e teatrali: piccole azioni attraverso le quali dare una forma visibile a pensieri, emozioni e paure.
Un oggetto può rappresentare qualcosa che desideriamo lasciare andare. Un travestimento può permetterci di sperimentare un'identità insolita. Una risata condivisa può modificare, almeno per un momento, il modo in cui percepiamo una situazione.
Non si tratta di magia soprannaturale, né di pratiche terapeutiche. È un'esperienza di espressione, immaginazione e partecipazione.
Il rito diventa gioco. Il gioco diventa occasione di consapevolezza. E la risata rompe gli schemi.
La risata non appartiene soltanto alle barzellette o alle situazioni divertenti.
È anche un comportamento corporeo, una forma di comunicazione e un'esperienza sociale.
Coinvolge respirazione, muscolatura, espressioni del volto e processi cerebrali legati alle emozioni e alle relazioni.
La ricerca suggerisce che esperienze di umorismo e risata possano contribuire, in determinate condizioni, a ridurre la tensione percepita, favorire emozioni positive e rafforzare il senso di connessione tra le persone.
Non significa che ridere risolva ogni problema. E nemmeno che dobbiamo essere sempre allegri.
Significa riconoscere alla risata un posto nella nostra esperienza umana, accanto alla serietà, alla riflessione e persino alla paura.
Durante il weekend sperimenteremo esercizi di risata, movimento, respirazione, gioco e momenti di spontaneità collettiva.
Senza dover essere spiritosi. Senza dover raccontare barzellette.
E soprattutto senza l'obbligo di ridere.
Per concederti un'esperienza fuori dall'ordinario. Per tre giorni potrai abbandonare alcune convenzioni quotidiane, sperimentare il gioco e lasciarti sorprendere.
Per incontrare le tue paure con uno sguardo diverso. Non attraverso analisi o interpretazioni psicologiche, ma utilizzando creatività, simboli e immaginazione.
Per riscoprire la risata condivisa. Quella che nasce dalla complicità, dall'imprevisto, dal lasciarsi andare senza preoccuparsi troppo dell'immagine che offriamo di noi.
Per stare nella natura d'autunno. Camminare nei boschi del Frignano, respirare l'aria di montagna, osservare i cambiamenti della stagione e ritrovare il piacere di attività semplici.
Per incontrare altre persone. Condividere pasti, giochi, racconti e piccoli rituali in un ambiente accogliente, senza competizione e senza prestazioni da raggiungere.
E, perché no, per tornare a casa con qualche storia improbabile da raccontare.
Dalle ore 17.00 – Arrivo a Cà d'Pignat
Accoglienza, sistemazione e primo incontro con il luogo e con le persone che condivideranno l'esperienza.
Uno spuntino per cominciare a conoscersi e lasciare gradualmente alle spalle la settimana.
Ore 21.00 – Libera la tua anima: atti psicomagici di rivelazione
La prima serata sarà dedicata a entrare nell'atmosfera del weekend.
Attraverso esercizi creativi, piccoli gesti simbolici e momenti di gioco inizieremo a esplorare il tema delle paure e delle immagini che costruiamo intorno a esse.
Un invito a portare alla luce, con leggerezza e curiosità, qualcosa che normalmente teniamo nascosto.
Ore 8.00 – Vibrazioni di risata del mattino
Risveglio del corpo attraverso movimento, respiro ed esercizi giocosi di risata.
Un modo insolito per cominciare la giornata e prepararsi alle sorprese che ci aspettano.
Ore 9.00 – Colazione
Ore 10.30 – Camminata nella natura
Il bosco d'autunno diventa parte dell'esperienza.
Cammineremo prestando attenzione a suoni, colori, odori e piccoli dettagli del paesaggio, lasciando spazio anche al silenzio e alla meraviglia. Ponte del Diavolo
Ore 12.45 – Degustazione di prodotti tipici
Un incontro conviviale con i sapori del territorio.
Pomeriggio – Laboratorio creativo e preparazione della Notte Nera
Daremo forma a maschere, abiti, oggetti e personaggi attraverso materiali semplici, stoffe e accessori portati da casa.
Non cercheremo il costume più bello, ma quello più sorprendente, assurdo o significativo.
Ore 16.00 – Vesti la Notte Nera
Preparazione collettiva al rituale serale.
Le paure potranno prendere corpo in una figura, un simbolo, un travestimento o un piccolo racconto.
Ore 19.45 – Intorno alla tavola
La convivialità diventa parte della festa.
Ore 21.00 – La festa di liberazione delle paure
Il momento più misterioso del weekend.
Tra maschere, gesti simbolici, risate e suggestioni della notte di Halloween, daremo vita a un rituale collettivo di trasformazione.
Il falò delle paure sarà il gesto simbolico intorno al quale raccogliere ciò che desideriamo rappresentare e, forse, lasciare andare.
Nessuna formula magica. Nessuna promessa di liberazione definitiva.
Solo il potere dell'immaginazione, del fuoco come simbolo di trasformazione e della partecipazione condivisa.
E se alla fine ci scappasse una risata gigantesca, tanto meglio!
Ore 8.00 – Risvegliare la risata che è in te
Un rito giocoso e propiziatorio per accogliere la nuova giornata attraverso il corpo, il respiro e la risata.
Ore 9.00 – Colazione
Ore 10.30 – Alla scoperta delle erbe spontanee
Una passeggiata dedicata all'osservazione e al riconoscimento delle piante spontanee del territorio, secondo le condizioni stagionali.
Ore 12.30 – Mani in pasta
Un laboratorio pratico per preparare insieme qualcosa di buono, riscoprendo il piacere di utilizzare le mani, collaborare e condividere il cibo.
A seguire, degustazione conviviale.
Ore 14.30 – Il cerchio delle paure
Un momento per raccogliere le esperienze dei giorni trascorsi.
Che cosa abbiamo scoperto? Quale immagine ci ha sorpreso? Quale risata vorremmo portarci a casa?
Condivisione libera, senza obbligo di raccontarsi.
Ore 15.30 – Saluto finale
Un ultimo momento collettivo, accompagnato dal suono dell'OM per chi desidera partecipare.
Poi si torna alla quotidianità.
Possibilmente con qualche paura meno ingombrante e qualche risata in più.
Il programma potrà subire piccoli adattamenti in relazione al gruppo, al meteo e allo svolgimento delle attività.
Ideato e accompagnato da Claudia Poppi e Filomena Guzzo
Pedagogista degli adulti, facilitatrice e counselor nutrizionale a indirizzo psicosomatico, con approccio PNEI. Trainer di Yoga della Risata
Da anni si occupa di processi educativi, consapevolezza, relazione tra persona e ambiente e pratiche di apprendimento attraverso l'esperienza.
A Cà d'Pignat promuove iniziative che intrecciano natura, corpo, alimentazione, relazioni e possibilità di sperimentare modi differenti di stare con sé stessi e con gli altri.
In questo weekend accompagnerà le esperienze di consapevolezza corporea, contatto con la natura, espressione simbolica e condivisione.
Coideatrice e facilitatrice dell'esperienza.
Accompagnerà il gruppo nelle attività di espressione creativa e nei momenti rituali condivisi, contribuendo a costruire un'atmosfera di partecipazione, spontaneità e leggerezza.
A persone adulte curiose, disposte a sperimentare qualcosa di diverso.
A chi ama la natura ma non vuole necessariamente trascorrere un weekend in silenzio.
A chi sente il desiderio di giocare, ridere, creare, incontrare persone e abbandonare per qualche giorno la serietà obbligatoria.
A chi è incuriosito dalle tradizioni simboliche e dai rituali, senza bisogno di aderire a particolari credenze spirituali.
Non sono richieste esperienze precedenti di meditazione, teatro, pratiche corporee o attività rituali.
Ogni proposta sarà un invito, non un obbligo. Sarà sempre possibile scegliere il proprio livello di partecipazione.
L'esperienza non costituisce un percorso psicoterapeutico o un trattamento sanitario.
Il weekend si svolge a Cà d'Pignat, a Lama Mocogno, tra le montagne del Frignano, nell'Appennino modenese.
Una casa immersa nella natura, dove il paesaggio, i ritmi delle stagioni, la cucina e le relazioni fanno parte dell'esperienza.
A fine ottobre il bosco cambia colore, le giornate si accorciano e la sera invita a ritrovarsi intorno a una tavola o a un fuoco.
Non cerchiamo un ambiente artificiale o una scenografia perfetta.
La montagna d'autunno ha già tutto ciò che serve: ombre, colori, odori, suoni e un pizzico di mistero.
Oltre agli effetti personali necessari per il soggiorno, chiediamo di portare:
Una federa da letto, anche usata, da trasformare creativamente.
Stoffe, accessori, cinture e materiali di recupero per travestimenti e decorazioni.
Rotoli di carta e cartoncini.
Scarpe comode per camminare e un paio di ricambio.
Abbigliamento caldo e adatto alle condizioni autunnali.
E naturalmente una buona dose di curiosità.
Non è necessario acquistare costumi o materiali nuovi: daremo spazio alla fantasia e al riutilizzo.
€ 250 a persona fino a 5 partecipanti.
€ 210 a persona a partire da 6 partecipanti.
Pernottamento escluso: € 180, secondo quanto indicato nel programma.
Acconto per l'iscrizione: € 100.
Le modalità di pagamento, le condizioni di cancellazione e i dettagli relativi ai servizi compresi saranno comunicati prima della conferma dell'iscrizione.
Morire dal ridere!
30 ottobre – 1° novembre 2026
Biofattoria Cà d'Pignat – Lama Mocogno (MO)
Per informazioni, disponibilità e prenotazioni:
📞 Claudia Poppi: 338 587 3486
📞 Filomena Guzzo: 389 171 0545
✉️ info@biofattoriacadpignat.it
Hai mai pensato di morire dal ridere?
Questa volta vieni a provarci.
Le paure possono aspettare. Le risate no!
Per preservare la qualità dell’esperienza, la partecipazione è a numero limitato di posti
Dettagli
Insight Retreat
5 - 8 Dicembre 2026
Luogo di riGenerAzione Umana
X 635937 Y 4907177
Via Casa Bedato, 8 Mocogno di Lama Mocogno (Mo)
Claudia Poppi | 04100290362
Solo su prenotazione: 3385873486 dal Venerdì sera, Sabato e Domenica o su vostra fantasia per iniziative, gite, matrimoni, ecc.